Un Museo dinamico
per scoprire e per capire il popolo etrusco
Un
museo che racconta le origini del territorio del Chianti,
risultato di un secolo di ricerche archeologiche
e dall'impegno profuso dalle amministrazioni comunali
dell'area nell'elaborazione di progetti educativi
e didattici sulla valorizzazione del patrimonio locale.
Un museo non solo archeologico ma anche antropologico,
un museo che vede il paesaggio e l'interazione tra
l'uomo e l'ambiente come i principali protagonisti.
Sono queste, in sintesi, le caratteristiche del Museo
Archeologico del Chianti Senese inaugurato
il 21 aprile 2006 a Castellina in Chianti, in provincia
di Siena.
La nuova struttura, situata in uno dei borghi più
suggestivi della campagna toscana, raccoglie le testimonianze
archeologiche e storiche di tutto il comprensorio
del Chianti, conservando al suo interno i reperti
e i risultati degli scavi effettuati sul territorio:
dai siti di Monte Calvario e del Poggino a Castellina
in Chianti, a quelli di Cetamura e Rietine a Gaiole
in Chianti. Il Museo costituisce una vetrina della
complessa realtà archeologica di un'area che
è stata luogo privilegiato dell'incontro tra
genti di stirpe e cultura diversa. I centri rurali
etruschi si svilupparono un po' ovunque a partire
dalla fine del VII secolo a.C. sul territorio, come
confermano i numerosi ritrovamenti (centri abitati
e necropoli) avvenuti in molte località del
Chianti. Tramite le tracce rinvenute negli scavi di
Poggio la Croce, iniziati nel 1990 e tutt'ora in corso,
è stato possibile ricostruire, ad esempio,
alcuni aspetti della vita etrusca: dalla loro vocazione
alla coltivazione della terra fino alla loro capacità
di produrre vino. Il legame ancestrale della terra
del Chianti con la vite e con il vino è, infatti,
stato confermato dal ritrovamento di alcuni semi di
"Vitis Vinifera", risalenti a ventitre secoli
fa nel sito di Poggio la Croce nei pressi di Radda
in Chianti. Il binomio vino ed etruschi è stato
ulteriormente rafforzato dal rinvenimento, all'interno
dello stesso scavo archeologico, di alcuni resti attribuibili
alla presenza di un torchio a pressione per la spremitura
dell'uva. Tali indizi farebbero
propendere per una produzione vinicola non solo legata
all'autoconsumo, bensì ad una produzione intensiva
e commerciale.
Gli etruschi e le modalità di gestione del
territorio da parte di questa antica popolazione saranno
i fili conduttori non solo dell'allestimento e dell'esposizione,
ma anche delle attività didattiche
e delle visite personalizzate, organizzate dal Museo
Archeologico del Chianti senese. La proposta museale
si basa, inoltre, sull'intento di ricostruire, attraverso
l'archeologia del paesaggio, l'origine e la storia
del territorio chiantigiano, come risultato dell'interazione
dei gruppi umani che lì hanno vissuto ed interagito,
fino a determinare l'attuale configurazione del territorio.
La struttura sarà contraddistinta da
una stretta integrazione fra componenti tradizionali
ed interattive: ai reperti archeologici verrà
infatti affiancata un'ampia e dettagliata documentazione
didascalica ed audiovisiva di suggestivo impatto sensoriale.
Totem tecnologici, collocati all'ingresso della struttura,
elaboreranno per ogni singolo visitatore guide cartacee
personalizzate, di carattere informativo e didattico.
Un software innovativo, infatti, sulla base delle
peculiarità dell'utente, come ad esempio l'età,
il livello di competenza, l'interesse, il tempo a
disposizione per la visita o la nazione di provenienza,
realizzerà percorsi di visita specifici.
Il Museo Archeologico, articolato
su due piani, è allestito secondo un criterio
cronologico e territoriale che offre al visitatore
un quadro generale sull'archeologia paesaggistica
dell'intera area ed un approfondimento sui ritrovamenti
del territorio. Al piano terra sono situati l'ingresso
e l'accoglienza: spazi di sosta, che rappresentano
idealmente il prolungamento della piazza antistante
e che sono stati concepiti per accogliere il pubblico
e stimolarne la curiosità. Un grande schermo,
suddiviso per finestre visive, introduce i visitatori
al percorso espositivo, ai metodi archeologici di
ricerca utilizzati nell'area e ai reperti situati
al piano superiore. Al piano terra sono situati, inoltre,
i laboratori, dove i visitatori
e gli alunni interessati potranno realizzare, con
l'aiuto di esperti archeologi e attraverso un tornio
a pedale, oggetti, armi e calchi in argilla, per riprodurre
le opere esposte nel Museo.
Il laboratorio sarà, quindi, utilizzato
per attività di archeologia sperimentale, organizzate
per approfondire, di volta in volta, un aspetto diverso
della cultura etrusca grazie anche alla possibilità
di consultare manuali e libri. Da questo spazio si
può poi raggiungere un'area esterna, prolungamento
del laboratorio e luogo ideale per effettuare simulazioni
legate alla metodologia dello scavo archeologico.
Per informazioni
su orari e modalità di visita e per prenotazioni
è possibile rivolgersi al numero di
telefono 0577 742090, oppure inviare un fax al numero
0577 741388 - oppure
inviare un'e-mail all'indirizzo di posta elettronica
info@museoarcheologicodelchianti.it.
E inoltre possibile consultare
il sito www.museoarcheologicodelchianti.it
per conoscere da vicino il Museo.