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Il castello di Monteriggioni

La località di Monteriggioni è ricordata in documenti di Abbadia a Isola risalente agli anni 1126 e 1154. L'attuale castello fu costruito successivamente per iniziativa del Comune di Siena negli anni venti del XIII secolo come baluardo di difesa sul secolare confine di guerra con Firenze e come punto di controllo della Via Francigena.

Per costruire il castello i senesi acquistarono terreni e diritti sul Poggio di Monteriggioni dai nobili di Staggia che ne avevano il possesso fin dal 1100. L'iniziativa senese di fortificazione del luogo fu osteggiata dal Vescovo di Volterra, possessore legittimo del luogo, dall'Abate di Abbadia a Isola, che vantava diritti su metà di Monteriggioni e suscitò l'ostilità di Firenze che, nella proposta di pace del 1232 ne chiedeva la distruzione assieme al Castello di Cerreto. Nonostante ciò i Senesi potenziarono il primitivo castello edificando la cinta muraria turrita, ancora oggi visibile, facendone una struttura singolare anche per l'epoca, tanto che suggerì a Dante la celebre similitudine " però che sulla cerchia tonda / Monte Reggion di torri si corona" (inferno C.XXXI).

Nello stesso periodo la Repubblica di Siena avviò un progetto più ampio di colonizzazione della zona circostante che si potrasse per decenni. Nel Trecento monteriggioni divenne un castello importante, retto da vicari cittadini e organizzato nel 1380 secondo propri statuti.
Nel 1390 quando Siena si dette ai Visconti di Milano, gli abitanti espulsi dal castello, chiesero aiuto ai Fiorentini e riconquistarono il castello stesso. Nel 1545 e nel 1554 le fortificazioni di Monteriggioni furono restaurate, la prima volta per comando dei capitani dell'Imp. Carlo V la seconda volta per ordine di Piero Strozzi. Il 25 Agosto del 1554 Monteriggioni cadde in potere del Marchese di Marignano comandante generale dell'esercito imperiale mediceo contro Siena. 


Come arrivare a Monteriggioni

E' possibile arrivare a Monteriggioni percorrendo la Superstrada Firenze-Siena. All'uscita di Monteriggioni subito appaiono le mura dell'antico castello. Proseguendo verso il castello è consigliabile parcheggiare nel primo spiazzo che si incontra a circa 300 mt dall'ingresso del Castello. E' possibile il parcheggio a pagamento proprio sotto le mura, ma nei periodi festivi o estivi consigliamo di parcheggiare 300 mt prima altrimenti si corre il rischio di dover tornare indietro.

Arrivare a Monteriggioni è possibile anche percorrendo la Via Cassia, toccando i paesi di Tavarnelle, Barberino val d'Elsa, Poggibonsi, Colle Val d'Elsa ed infine Monteriggioni. Questo percorso ci fa attraversare la stupenda campagna ai confini delle province di Firenze e Siena. Molti sono i luoghi, fra quelli citati in precedenza, che dovrebbero essere visitati più approfonditamente. Sarà nostra cura renderli meta di altri itinerari.


Fra le mura
"Nell'anno del Signore 1213, in dizione seconda, el mese di Marzo, al tempo del signore Guelfo di Ermanno di Paganello da Porcari, podestà di Siena, del Signore Arlotto da Pisa, giudice oculato, e di Ildebrando di Usimbardo camerario di Siena, questo Castello di Monteriggioni nel nome di Dio fu iniziato e quindi racchiuso completamente da mura con spese e lavori sostenuti in proprio dal Popolo di Siena"
Visita e storia di Monteriggioni iniziano da questa lapide: murata in alto sulla sinistra della porta chiamata Franca, o Romea che si apre nel fianco Sud-Est della cinta muraria.
La porta Romea o Franca è formata da due grandi archi sovrapposti che occupano lo spessore di questa torre fino a una intercapedine: al suo interno scorreva un cancello, rapido nel bloccare improvvisi attacchi nemici. Non in asse rispetto al centro della porta è il piombatoio: da cui cadevano sugli assalitori proiettili solidi e liquidi.

Durante la guerra del 1229 - 1232 era responsabile della torre un mercenario tedesco. I difensori di Monteriggioni erano soprattutto fanti reclutati in area senese: padani o pisani erano invece i balestrieri. Da questa porta "mezzo secolo fa, se avveniva molto raramente, preferendosi da tutti di morire con ragione nel suo letto, di portare un malato allo spedale, si noleggiava a spese del Comune un barrocciaio, tirato da una ciucaccia che appena reggevasi in piedi, e con paglia e con cenci formando una lettiera o con più proprietà di linguaggio, un covo da cani, ci si adagiava quel poveretto, che esposto al sole, all'acqua, al vento, al gelo, secondo le stagioni con un lento cammino da impiegare dalle tre alle sette e più ore, secondo quel disgraziato trovasi lontano, si finiva nell'ultimo che il meschino con tanti disagi e sofferenze giungeva alle porte dello spedale di Siena più morto che vivo." (Amerigo Veltroni Poderetti 1907).


Fu la necessità di contrastare l'avanzata di Firenze in un'area molto esposta , traversata dalla Via Francigena, a convincere Siena alla costruzione di questo castello: costante protagonista di eventi bellici dal XIII al XVI secolo.
Nell'Agosto del 1553 le truppe imperiali alleate dei fiorentini assediarono e bombardarono Monteriggioni che finì per arrendersi: da allora, ormai non più terra di frontiera, il castello divenne una delle tante comunità rurali governate dai Medici e, quindi, dai Lorena.
Le mura andarono progressivamente deteriorandosi fino a costituire cava di materiali per la costruzione di vari edifici e del sottostante cimitero: il restauro è avvenuto nei primi tre decenni del nostro secolo.
Al Castello si accede e si accedeva da due porte, Porta Romea o Franca, che guarda verso Siena e di San Giovanni o Fiorentina che guarda verso Firenze.
Entrando nella grande corte del castello è possibile ammirare l'antico pozzo e la Chiesa sulla destra. Proseguendo a dritto ci si imbatte in Porta San Giovanni o Fiorentina. Girovagando nelle viuzze che si intersecano nel castello possiamo ammirare l'opera di ristrutturazione delle abitazioni e delle strade che è stata curata nei minimi particolari. E' possibile il ristoro nei Bar e nei Ristoranti al centro del castello. Oltre alla possibilità di acquisto di foto storiche e souvenir del luogo.
Buona visita al Castello di Monteriggioni.

Storia dei Borghi e Dei Castelli
L'area antropizzata fin dall'epoca preromanica divenne a partire dal X secolo il baricentro viario della Toscana medioevale per la presenza della Via Francigena, principale collegamento fra l'Europa e la penisola il cui tracciato si relazionava ad una fitta trama di percorsi etruschi e romani che ancora svolgevano la funzione di collegamento con i centri di Volterra, Firenze e Pisa.

L'area fu interessata da un processo di ristribuzione insediativa a favore delle aree collinari, su cui il tracciato della Via Francigena si articolava, con il progressivo abbandono della pianura soggetta alle frequenti inondazioni del fiume Elsa. Dalla metà del X secolo l'area , come gran parte dell'Europa medioevale, fu caratterizzata dalla diffusione e frammentazione dei poteri locali rappresentati dalle famiglie nobili dei Carolingi, Guidi, Canossiani e Gherardeschi che possedevano numerosi castelli e curtes nel territorio, di frequente posti a controllo della Via.

La ripresa del movimento di uomini e merci lungo la Via Francigena, nel VII secolo, coincise con la formazione di una diffusa rete di insediamenti e castelli e lo sviluppo insediativo ed economico di San Gimignano, Colle e Poggibonsi. Con l'affermarsi del nuovo tracciato della Via Francigena, nel fondovalle bonificato, si crearono le condizioni per la crescita dei centri di Castelfiorentino e Certaldo. Fra il XII e il XIII secolo l'area fu interessata dalle continue lotte fra Fiorenze e Siena per l'affermazione della loro supremazia politica ed economica, fino al definitivo predominio di Firenze nella metà del XIV secolo.

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Luoghi di interesse: Piazza Duomo e Duomo.
Soste gastronomiche: Ristorante “Pepe Nero Via Zarini, 289 Tel .0574 550353 Si consiglia la prenotazione.
Alloggi: Non previsto
Meta dell'itinerario: Maglificio Denny "Cashmere & Dintorni"  Via Santa Gonda, 3/1 - Prato http://www.denny.it

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