.
HOME PAGE | IL PROGETTO | CONTATTI | CREDITI
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
LE STRADE DEL VINO : METODI DI PRODUZIONE
I VINI ROSSI  
I vini rossi vengono prodotti facendo fermentare il mosto insieme alle vinacce. Durante questo contatto , più o meno prolungato, le parti solide del grappolo cedono al futuro vino le sue quattro caratteristiche specifiche: il colore, le sostanze dette “tannini”, le sostanze che costituiscono l'estratto e l'aroma. Al termine della fermentazione principale, si effettua la svinatura. Alle soglie dell'inverno, si procede al primo travaso, che ha lo scopo di separare il vino dai residui naturali. All'inizio della primavera si effettua un secondo travaso e si controlla la stabilità e la limpidezza Botti di invecchiamentodel vino nuovo, che dovrà maturare più o meno a lungo prima dell'immissione al consumo. Con larga approssimazione possiamo distinguere i vini rossi in due grandi categorie: quelli di pronta beva e quelli a lunga maturazione. Nella categoria di quelli a pronta beva, rientrano tutti i rossi di limitata alcolicità e di corpo leggero, secchi o amabili, sia tranquilli che frizzanti, compreso ovviamente i vini novelli, ottenuti con tecniche particolari, che vanno bevuti entro la primavera successiva alla vendemmia. I vini a lunga maturazione sono invece caratterizzati da una struttura alcolica, acida ed estrattiva, particolarmente robusta; ruvidi e acerbi all'inizio, diventano armonici e gradevoli col tempo. Esistono infine dei vini rossi già buoni nei primi due anni di vita, che sono però adatti a prolungata conservazione; col tempo, però, le loro caratteristiche cambiano a tal punto da rendere opportuna una variazione delle modalità di servizio e degli abbinamenti gastronomici. I vini rossi vanno bevuti giovani entro uno o due anni. Ci sono poi i rossi di media struttura che sono già buoni giovani, ma sono destinati all'invecchiamento e pur perdendo la freschezza acquistano in finezza. In condizioni ottimali il loro limite si aggira intorno ai quattro-cinque anni. I grandi rossi invece, come il Brunello di Montalcino, si conservano tranquillamente oltre i 15 anni, se mantenuti in bottiglie coricate in cantine fresche e buie. I vini rossi di pronta beva si srvono a temperatura ambiente, con bottiglia aperta al momento. I grandi rossi adatti a prolungata conservazione la temperatura oscilla dai 20 ai 22°C. La bottiglia va aperta alcuni minuti prima, mezzora al massimo per le vecchie annate. Per i rossi particolarmente invecchiati si consiglia la caraffatura per separare il vino dall'eventuale deposito naturale. Per il bicchiere esiste lo stelo corto a calice per i novelli o pronta beva, mentre per i più invecchiati il bicchiere è consigliabile ampio o a ballon così che il calore della mano abbia il suo effetto. I rossi di pronta beva sono adatti ad un gran numero di cibi: antipasti all'italiana, ministre asciutte e in brodo, carni, formaggi molto stagionati e alcuni si abbinano anche a piatti di pesce. I rossi di media struttura si adattano in particolare alle carni bianche bollite o in umido. Gli arrosti, gli stracotti, i brasati, i formaggi a pasta dura richiedono invece rossi più robusti di 3-4 anni di età. Per le carni rosse, cacciagione e selvaggina, si consigli il rosso ben maturo. I rossi come il Brunello o il Nobile di Montepulciano, possono essere bevuti come vini “da meditazione”.
I VINI ROSATI  
Il metodo tradizionale per la produzione dei vini rosati consiste di tenere a contatto le vinacce mentre il mosto comincia a fermentare. Le sostanze coloranti contenute nelle bucce si dissolvono nel liquido e si procederà alla svinatura quando si sarà raggiunto il colore desiderato. Questi vini rosati prendono il nome di “vini di una notte” perchè proprio in una notte si raggiunge l'intero processo. La vinificazione in bianco invece è un'altro metodo più moderno. Consiste in; dopo la pigiatura non appena l'intensità di colorazione è ritenuta sufficiente, si separa il mosto dalle vinacce, prima della fermentazione; questa quindi procede senza impatto del liquido con le bucce e raspi. I rosati così ottenuti sono più simili ai bianchi con colore tenue profumo fruttato e sapore vivace. Oltre ai rosati così detti “tranquilli” ci sono i frizzanti i quali vengono fermentati naturalmente in grandi recipienti a temperatura e pressione controllata. Contengono gas acido carbonico “biogenico”. Tutti i vini rosati vanno bevuti giovani, perchè col tempo perdono la fresca fragranza che li rende piacevoli. Se mantenuti coricati in una cantina fresca e buia, possono conservarsi bene per due anni. I rosati secchi detti “tranquilli” vanno serviti ad una temperatura di 14°C; mentre quelli amabili o dolci a 12°C. I frizzanti a 8°C. Il bicchiere più adatto è il calice incolore di vetro fine e stelo alto. I rosati secchi sia tranquilli che frizzanti, si abbinano ottimamente con i salumi, primi di risotti e pasta, piatti di pesce più robusti, carni bianche e formaggi freschi. Per i periodi più caldi si può considerare il rosato vino da tutto pasto, per la grande
I VINI BIANCHI  
I vini bianchi derivano dalla fermentazione del solo succo dell'uva, separato dalle parti solide del grappolo, quelle che in gergo tecnico si chiamano vinacce: i raspi, i semi e soprattutto le bucce, che contengono le sostanze naturali. Per questo è possibile ottenere vini bianchi anche da uve nere: basta eseguire una pigiatura soffice, separando subito le vinacce dal mosto, che in questo modo non prende colore. Oggi facendo anticipare la raccolta dell'uva e facendo fermentare il mosto a temperatura controllata, si ottengono, dei vini vivaci e profumati, meno alcolici che in passato. I vini bianchi hanno una maturazione molto veloce e sono pronti dopo pochi giorni dalla vendemmia. Per apprezzarne la freschezza e la fragranza iniziale si consiglia di berli subito. Se abbiamo la possibilità di conservare le bottiglie, in orizzontale, in ambienti freschi e bui i limiti di conservazione possono variare da uno a tre anni. Eccezion fatta per la Vernaccia di S.Gimignano che migliora con il passare degli anni. I vini bianchi secchi dovrebbero essere serviti intorno a 10-12°C; quelli amabili, aromatici o moderatamente più alcolici a 8°C; i vini bianchi dolci a 4-6°C. Il bicchiere più adatto è il calice incolore di vetro fine e stelo alto. I vini bianchi secchi, leggeri e vivaci, tranquilli o frizzanti sono innanzitutto ottimi aperitivi. A tavola si abbinano con antipasti magri a base di pesce, verdure o con salumi delicati. Con primi di minestra in brodo, pasta o riso conditi con pesce o verdure, con le uova, i pesci e le carni bianche fredde. I vini bianchi più robusti e profumati invece si abbinano meglio ai cibi più saporosi; pesce arrosto o in salsa, crostacei, vitello tonnato e pollo in galantina.I bianchi dolci sono invece indicati sui piatti di pasticceria.

 

.
.
.

HOME PAGE | IL PROGETTO | CONTATTI | CREDITI

Copyright (c) 2002 Tosnet S.r.l.
Tutti i diritti riservati