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Fra i numerosi gruppi che compongono il Calcio Storico Fiorentino, spicca vivace e policromo quello dei Bandierai degli Uffizi con i suoi Musici, detto anche, più semplicemente, degli Sbandieratori.
I Bandierai degli Uffizi, in segno di gioiosa festa, giostrano abilmente le loro insegne con gli stessi canoni tecnici di cinque secoli fa.
Se remota è l'origine del gioco della palla, non meno antica è quella della bandiera che, attraverso i secoli, subendo trasformazioni anche di natura strutturale oltre che simbolica, è giunta fino a noi. La bandiera ha sempre avuto un ben preciso significato sia nei colori che nei simboli ed è stata usata fino da tempo antichissimo come segno di riconoscimento per concezioni religiose, per l'orientamento delle truppe, quale insegna di chi combatteva nella stessa formazione, per distintivo araldico di una casata o di una comunità, fino a divenire la più alta espressione di un popolo.
Sappiamo che la bandiera era già utilizzata dagli Egizi con raffigurazioni di animali da essi venerati, oppure con scritte in geroglifici auguranti la vittoria o esaltanti la forza ed il valore dei soldati; fu usata anche dalla tribù Ebraiche, dai Greci, dai Romani, dai Cinesi, dai popoli Germanici e dalla Chiesa Cattolica.
Con l'andar del tempo si sono avute sempre maggiori conoscenze sulla diffusione dei vessilli in tutto il mondo; in Italia sotto i liberi Comuni, le Signorie e i Principati, specialmente nel Medioevo e particolarmente in Toscana, c'è stata una fioritura capillare di insegne e di scuole per l'insegnamento delle regole nel maneggio della bandiera> non soltanto per uso militare ma anche religioso, rituale e civile. Lo sbandieramento divenne un'arte vera e propria in quanto richiedeva all'alfiere o <bandieraio> sensibilità, gusto, interpretazione, ardimento, doti atletiche e costanza nella metodica e costante laboriosità negli allenamenti.
L'esecuzione doveva essere necessariamente elegante, audace, precisa, e doveva trasfondere il sentimento più nobile del simbolo. Da tutto ciò è facile comprendere l'importanza che rivestiva la figura dell'alfiere, specialmente militare. Egli infatti doveva essere esperto, agile e pronto di riflessi, affinché senza confusione o esitazione potesse eseguire le necessarie segnalazioni di comando alle proprie schiere, per i movimenti più opportuni richiesti dalla battaglia.
Questo alfiere doveva inoltre essere provvisto anche di coraggio non comune, in quanto anche solo marciando in testa con la bandiera spiegata, era conscio di esporsi sempre, nei più furibondi combattimenti, se necessario fino al supremo sacrificio, pur di non far cadere il vessillo in mani nemiche.
E notorio che i maggiori sforzi dell'avversario tendevano prevalentemente ad impadronirsi della bandiera, ben sapendo che la perdita di questa, avrebbe significato disordine, scoraggiamento e sconfitta. Lo dimostra anche l'orgogliosa consuetudine di esporre in perpetuo in luoghi prestigiosi, le insegne conquistate in guerra ai nemici.
Ecco dunque che l'alfiere era sottoposto a particolare addestramento proprio in rapporto alla sua rischiosa mansione, ed oltre a saper duellare con la spada, doveva anche essere preparato a difendersi con l'accorto uso della bandiera, la cui asta era provvista di puntale di ferro; in caso di estremo pericolo, doveva infine saperla mettere in salvo mediante lanci a rilevanti altezze e considerevoli distanze. Nacquero così particolari scuole militari per l'addestramento degli alfieri i quali dovevano, in un primo tempo, essere giovani appartenenti alla nobiltà.
Strettamente legati alla bandiera, fin dall'antichità più remota, furono la tromba ed il tamburo, da sempre giustamente considerati strumenti militari per eccellenza.
Anticamente, sappiamo, che la battaglia era rappresentata dall'urto antagonista delle forze fisiche contendenti, tradotto nella somma dei singoli duelli che conseguentemente ne derivavano. Quando più tardi fu concepita l'utilità della <manovra> con l'impiego tattico di truppe <di riserva> e <di sorpresa> i comandi, oltre che dalle visive segnalazioni effettuate con le insegne, venivano impartiti anche attraverso le <voci> delle trombe e dei tamburi. Effettivamente nell'infuriare della mischia, il rullo cupo o vibrante del tamburo e gli squilli acuti e chiari della tromba, più che dei comandi dati alla voce, certamente soffocati dall'assordante fragore della lotta, avevano il potere non solo di far sentire gli opportuni ordini, ma soprattutto quello di rincuorare ed incitare gli animi. Pertanto la <militarità> della bandiera, del tamburo e della tromba, sono da sempre peculiarità inscindibili in tutti gli eserciti di ogni nazione.
Ma oltre a questa ragioni militari, le bandiere venivano usate in esercizi singoli e d'assieme al suono di trombe e tamburi, anche in occasione di solenni festeggiamenti con grande partecipazione popolare.
Le bandiere usate dai Bandierai degli Uffizi nel Calcio Storico Fiorentino, sono le insegne che distinguevano le sedici principali Magistrature ed i più importanti Uffici esistenti nella Firenze del '500.
L'abilità e la destrezza degli Sbandieratori Fiorentini è messa a dura prova durante le partite di Calcio in Costume, in considerazione del pesante terreno sabbioso che rende difficili i movimenti degli alfieri. Tuttavia, anche fuori Firenze e della Toscana, in Paesi europei ed Oltreoceano, i Bandierai degli Uffizi si sono sempre fatti onore, anche quando le condizioni del tempo sono state inclementi per l'eccessivo vento il quale, naturalmente, non favorisce i lanci specialmente in esercizi di sbandieramento collettivo. Al termine delle loro esibizioni quando escono di corsa con le insegne policrome alte e spiegate al vento, tutti gli spettatori esplodono sempre in un fragoroso applauso che premia così l'impegno e la capacità dimostrata.
Tutte le evoluzioni e i movimenti fatti con l'insegna non sono eseguiti secondo una fantasia personale o dovuti all'improvvisazione del momento, bensì con metodo preciso ed impegnativo, nell'assoluto rispetto delle figurazioni basilari della tradizione. In ogni esecuzione sia di gruppo che singola, si nota la perfetta riuscita dello sbandieramento, in variopinta fantasia coreografica.
L'alfiere ha un movimento sciolto ed elastico, acquisito con assidua, meticolosa preparazione ginnico-atletica, per mezzo del quale egli esegue le più svariate evoluzioni e i più impegnativi lanci con stile ed eleganza.
La velata, il molinello, il salto del fiocco, il rovescio, lo scambio diritto ed incrociato, il passaggio sottogamba ed intorno al collo ed alla vita, l'onda, etc., sono le tipiche figurazioni tradizionali di base che ricorrono negli esercizi degli sbandieratori fiorentini. Tali esercizi sono eseguiti mentre i tamburini scandiscono i tempi e le chiarine squillano in una ritmica capace di armonizzare il movimento dei drappi senza, tuttavia, mai prevalere sulla sbandierata. Si succedono così le figurazioni in una variopinta sincronia di bandiere mulinate, giostrate e lanciate con armonica simultaneità verso l'azzurro del cielo. Accarezzate dal vento si spiegano duttili, festose ed ondeggianti creando una coreografia di gioiosa serenità che riporta lo spettatore, come per incanto, in un'epoca lontana di secoli! Gli infonde quel misterioso senso di familiare continuità della vita come se quell'attimo fosse già stato vissuto in antichi luoghi con immagini un po' sbiadite della fantasia, ma il rutilante fruscio dei drappi colorati, il rullare dei tamburi ed il suono delle chiarine lo riportano subito alla realtà!
(Luciano Artusi)
L’ORCHESTRA DA CAMERA FIORENTINA
Repertorio sinfonico e cameristico nella magia dei luoghi fiorentini......
Direttore Stabile M° Giuseppe Lanzetta
Dal 1956 si disputa la Regata delle Antiche Repubbliche Marinare tra gli equipaggi di Amalfi, Genova, Pisa e Venezia.
Sui Lungarni di Pisa si rinnova ogni anno, all’imbrunire del 16 giugno,l’incantesimo della Luminara di San Ranieri.
Ogni anno il penultimo sabato di Giugno e la prima domenica di Settembre la "Giostra del Saracino" si rievoca in Piazza Grande ad Arezzo.
Il Calcio "storico" fiorentino, conosciuto anche col nome di Calcio in livrea o Calcio in costume, è una disciplina sportiva che affonda le sue origini in tempi molto antichi. Ad oggi è riconosciuto da molti come il padre del gioco del calcio, anche se almeno nei fondamentali ricorda molto più il rugby.
Il parco così denominato è situato alle porte di Firenze e occupa oggi un'area di circa 120 ettari; l'ingresso principale.......