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di Mario Ristori
Galgano Guidotti arrivò in questo magico posto intorno al 1180, e qui, sul monte Siepi, fece erigere la prima cappella dove trascorse da eremita gli ultimi anni della sua esistenza.
Dopo la sua canonizzazione, avvenuta nel 1185, ai frati cistercensi di Casamari fu concesso di costruire in suo onore un oratorio ed un edificio che, secondo la tradizione, diede il via alla realizzazione dell’imponente monastero di San Galgano. L’abbazia crebbe ben presto, e la sua potenza soppiantò ben presto tutti i monasteri benedettini della zona acquisendone rapidamente tutti i beni. Lo stesso comune di Siena si servì spesso dei suoi monaci quali arbitri nelle dispute che spesso si venivano a creare, ma anche Volterra e spesso addirittura semplici privati ricorsero di frequente alle ormai ben note qualità degli “inquilini” del monastero. Il suo vasto interno, invaso ormai dal prato, regala una malinconica suggestione al solo immaginare cosa possa essere stato, diviso in tre navate con sedici superbi pilastri cruciformi quattro dei quali con colonne incastrate di derivazione lombarda, presenta la navata centrale completamente priva del tetto, delle volte gotiche ed invasa completamente dalla luce del giorno e dalle stelle della notte. Una porticina chiusa, alla testata del transetto sinistro, dà accesso a quella che era la scala a chiocciola che portava al sottotetto della chiesa e della quale rimangono adesso 85 gradini. A destra della chiesa si trova il monastero, con la sala capitolare, bellissima con le sue basse colonne a formare due navate, e la grande sala dei monaci, anch’essa a due navate su pilastri a sostenerne le magnifiche volte. Ma i monaci non furono solo bravi giudici, le loro arti si svilupparono anche nei difficili campi della medicina, dell’architettura, ove contribuirono alla realizzazione del Duomo di Siena, furono ottimi notai e fornirono alla chiesa vescovi e santi.
Nel 1300 iniziarono però i primi guai, inizialmente per opera di Giovanni Acuto che per ben due volte devastò l’Abbazia, poi con una lenta ma inevitabile decadenza fino alla rovina nel ‘500. Gli ultimi monaci furono in breve dispersi anche a causa della soppressione degli ordini religiosi, e le strutture rimaste in piedi furono, nel 1816, utilizzate per la costruzione di una fattoria. Oggi ospita la comunità di Mondo X.
La chiesa
Fu costruita dai monaci cistercensi a partire dal 1224 e fino al 1288, a croce latina e orientata, nelle forme derivate dalle chiese del loro ordine in Francia.
I primi segni della decadenza e delle successive rovine iniziarono nel XIV secolo, prima con la peste del 1348 che colpì i monaci che nel 1474 si trasferirono addirittura a Siena, poi con le prime rovine anche in seguito allo smantellamento della copertura in piombo del tetto, e a nulla valse un sommario restauro nel 1577, i danni ormai incontrollabili portarono all’apertura di grandi crepe nel 1722 fino al crollo del tetto nel 1781 e del campanile nel 1786 colpito da un fulmine. La chiesa fu definitivamente sconsacrata nel 1789. La facciata non fu mai terminata, e presenta quattro colonne con aggetti per un portico mai realizzato. E’ comunque camminando a fianco delle sue mura che si può cogliere la stupenda struttura dell’edificio, e nonostante le molte menomazioni subite si notano intorno alle bifore che si aprono sulle pareti i frammenti delle decorazioni che le ornavano.
La chiesetta di monte Siepi
La dominante ma modesta collina di monte Siepi regala una vista mozzafiato su tutto il complesso del monastero, ed ospita la chiesetta che Galgano avrebbe inizialmente edificato per ritirarsi in eremitaggio. A pianta circolare con campanile a vela, presenta un interno pregevole con al centro il masso dove, secondo la leggenda, il santo infisse la spada per adorarne l’elsa a forma di croce. Pregevoli ma malridotti affreschi di Ambrogio Lorenzetti si trovano nell’annessa cappella risalente ai primi del ‘300.
Note
L’Abbazia di San Galgano si trova immersa nella magica campagna toscana percorrendo la regionale 73 da Siena in direzione di Roccastrada. All’altezza del Bivio del Madonnino, poco prima di Monticiano, si svolta a destra per Massa Marittima, e dopo circa due chilometri a sinistra per l’Abbazia.
Il posto è di un fascino particolare la sera, quando una sapiente illuminazione regala una vista spettacolare sulle rovine della chiesa immersa nel buio della notte. A poche centinaia di metri un enorme e comodo parcheggio, a pagamento, permette di trascorrere la notte in tutta tranquillità e in compagnia di numerosi equipaggi attirati dal fascino senza tempo del sito.
Coordinate GPS, N 43°09,156’ E 11°09,055’
Per informazioni chiamare: 0577 756738-751055
(fonte: Rivista InCamper n. 115 www.incamper.org)
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