Itinerari in Toscana

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Speciali

Museo della Vite e del Vino - Rufina

Museo della Vite e del Vino - Rufina (FI)Il museo è ospitato dalle cantine della rinascimentale Villa di Poggioreale: la tradizione vuole che sia stata disegnata da Michelangelo e fatta costruire nel 500 dalla famiglia Mormorai.Successivamente fu acquistata dalla famiglia Leccioli, che la restaurò e ne costruì le cantine, aggiungendole all'edificio principale agli inizi dell'8oo. Ancora oggi è possibile ammirare due dei numerosi tini di cemento, lasciati a testimonianza di questo recente passato, nonostante l'allestimento museale. Per avere un'idea più completa di come fossero arredate le cantine, è interessante soffermarsi sulla gigantografia della cantina Spalletti-Trivelli situata nella seconda sala del museo. La famiglia Spalletti, ultimo proprietario privato, ha ceduto la villa al Comune di Rufina. Il Museo della Vite e del Vino è articolato in quattro sale, che accompagnano il visitatore contemporaneamente in due percorsi: i passaggi cronologici e spaziali dall'u- va al vino ed un viaggio a ritroso nella storia della vinificazione, dove, più che le didascalie, sono gli oggetti a parlare. Il primo spazio è dedicato al lavoro nella vigna: una struttura circolare e rotante richiama lo scorrere del tempo attorno alla vite, nel ripetersi delle stagioni. Tra due filari di viti "maritate" all'acero si svolge una vendemmia virtuale, con "grappoli" di informazioni, oggetti e strumenti di lavoro. Queste informazioni sulle varie fasi della coltivazione della vite e della lavorazione del vino sono narrate in tipico dialetto toscano da un mezzadro della zona che negli anni '30 lavorava per la Fattoria di Selvapiana, il Signor Dino Pratesi, che spesso ritorna al museo con i pochi amici rimasti per ricordare i tempi della sua giovinezza. Bigonce e diraspatrici introducono al tema delle operazioni di cantina. Un vero tino offre al suo interno odori di vinaccia, parole e suoni sulla tecnica e sulla magia della trasformazione dell'uva in vino. Molto originale è l'allestimento di una parete di fiaschi, che lega la produzione del vino ai suoi contenitori. In questa zona è possibile ripercorrere la storia dell'imbottigliamento del vino, gran parte della quale è legata alla vetreria Del Vivo di Empoli, che nei primi anni del '900 aprì una succursale a Pontassieve, dove cominciarono a lavorare molti uomini della zona, divenendo così operai. Alcuni vecchi cataloghi della vetreria Del Vivo sono in esposizione. Per la vetreria Del Vivo lavoravano a domicilio anche numerose donne, le cosiddette "impagliatrici", che, come dice la parola, impagliavano i fiaschi per sanare i bassissimi bilanci familiari degli operai e dei contadini. L'esigenza di impagliare i fiaschi era nata per salvaguardare il vetro durante il trasporto. Il lavoro delle impagliatrici era mal retribuito e durissimo,ciononostante in estate era normale vederle a gruppetti sedute davanti casa ad intrecciare i fili di "sala" attorno al fiasco. Basti pensare che negli anni '30 circa mille donne della zona facevano questo lavoro. La "sala"(una specie di rafia) era il materiale che serviva per impagliare il fiasco che per anni venne coltivata direttamente in loco. La sala era durissima da maneggiare, per cui era necessario bagnarla nel fiume. Questa operazione nel tempo divenne una sorta di rituale, che in inverno, quando il fiume era ghiacciato, rovinava le mani oltre misura, in quanto era necessario rompere il ghiaccio di superficie, bagnare la sala nell'acqua gelida e riportarla a casa nelle ceste prima di iniziare il lavoro vero e proprio. La fabbricazione delle cordicelle da apporre al fiasco era invece un lavoro riservato alle bambine, che venivano "pagate" con leccornie abitualmente non previste dal bilancio familiare e che in questo modo venivano educate al lavoro. Degno di nota un manifesto che testimonia uno dei primi scioperi delle impagliatrici. Le poche impagliatrici rimaste oggi si esibiscono per diletto in occasione del "Sacco Artigiano", una fiera che si svolge a Rufina a fine settembre. L'inventiva dei vecchi contadini è riconoscibile nei molti oggetti originali dell'esposizione. Tra questi un'imbottigliatrice di metallo degli anni '50 per travasare il vino dalla damigiana al fiasco, oppure un portaforbici per la potatura, da appendere ai pantaloni, Museo della Vite e del Vino - Rufina (FI)ricavato da uno zoccolo di legno. Lo spazio conclusivo è dedicato al commercio e al consumo del vino: etichette simboliche ripercorrono la lunga storia della fama del vino locale mentre, davanti ad un tavolo di osteria e a una scrivania aziendale, è possibile sedersi a leggere poesie, lettere e a sfogliare cataloghi di etichette. Si dice che nella sala di ingresso della Villa di Poggioreale ci sia l'impronta del Diavolo! In realtà è solo l'impronta della zampa di un gallo, che spesso si poneva nelle case nuove o ristrutturate come portafortuna. Il gallo a Poggioreale deve proprio sentirsi a casa, infatti spesso sale sulla finestra in fondo al museo e canta all'interno! Annessa al museo si trova la fornitissima Enoteca del Chianti Rufina, arredata con le assi delle botti originali della cantina ottocentesca che è stata smantellata. LEnoteca è gestita dall'anima, dalla fantasia e dalla professionalità di un espertissimo chef, Stefano Frassineti, e da un sommelier molto speciale,che porta il nome di Roberto Focardi.
( fonte: Rivista InCamper n. 82 www.incamper.org)

Quintana Cybea

La Quintana Cybea
Le occasioni di festa a Massa nel XVI sec. erano frequenti; numerose sono le testimonianze di alcuni aspetti della vita e del costume della città che sono state tramandate ......

La Sacra Cintola

la sacra Cintola Prato ha da molti secoli la fortuna di ospitare, in una splendida cappella completamente affrescata da Agnolo Gaddi e situata all'interno della Basilica Cattedrale di Santo Stefano, la Sacra Cintola della Madonna, riconosciuta come tale dalle autorità ecclesiastiche.
 

Lo scoppio del Carro - Tradizione a Firenze

Secondo la tradizione, riferita dall'antico cronista fiorentino Giovanni Villani (Cronica, libro I°, cap. IX), la vetusta cerimonia dello "scoppio del carro" ...

Il Carnevale

Carri frutto di passione e ingegno. Costumi artigianali e tanti colori. Musiche e coriandoli per le strade dei paesi.
Per il Carnevale "Ogni scherzo vale". In ogni paese o borgata il Carnevale da sfoggio alla fantasia dei creatori dei carri modellando la cartapesta e colorandola con colori pastello.

Lamole e l'esperienza di P.Socci

Lamole in Val di Greve, si trova sulla pendice settentrionale del Poggio delle Stinche, fra i due rami del fiume Greve. I vigneti che davano e danno il buon vin di Lamole, tanto lodato, sono piantati fra questo poggio sull'ingresso della contrada del Chianti.

Museo Manifattura Chini - Borgo S.Lorenzo

Museo della Manifattura Chini - Borgo San Lorenzo (FI)La stupenda villa Pecori Giraldi, struttura sorta nel XIII secolo, in località Rimonelli, è oggi inserita nel centro urbano di Borgo San Lorenzo ed ospita il Museo della Manifattura della famiglia Chini.

Un Parco avventura alla Doganaccia

Parco Avventura - DoganacciaIn ampliamento il Parco avventura alla Doganaccia....
Attualmente il parco avventura è composto da tre percorsi in sospensione e di 2 teleferiche una di circa 30mt e una di circa 200 mt (NUOVISSIMA), integrati nel bellissimo bosco di faggio, nei pressi del Rifugio del Viandante.....

Visita agli Uffizi di Piero Onfiani

Primavera del BotticelliMoltissime volte sono stato in galleria e molte volte ho fatto da guida ad amici o personalità che venivano in visita ufficiale, ho sempre spiegato a tutti che non ero una guida nè tantomeno uno storico d'arte.....

Museo di Arte Sacra - Vicchio Mugello

Vicchio di Mugello - Museo Di Arte SacraIl Museo è nato dall'esigenza di proteggere in un unico luogo opere d'arte, arredi, paramenti sacri, ex voto, candelabri ed altri oggetti che si trovavano nelle chiese di campagna, abbandonate durante l'esodo verso la città degli anni '60.

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Museo del ChiantiUn museo che racconta le origini del territorio del Chianti, risultato di un secolo di ricerche archeologiche e dall'impegno profuso dalle amministrazioni comunali dell'area nell'elaborazione di progetti educativi e didattici sulla valorizzazione del patrimonio locale.

Dante in Toscana

Poppi- Busto di DanteNel terzo millennio c’è altro da dire a proposito del grande Toscano? Dopo i fiumi di parole dette e scritte, in tutto il mondo, sul sommo Poeta, proprio dalla sua terra, è opportuno spendere altre parole?

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