Itinerari in Toscana

La guida completa e sempre aggiornata per godersi il meglio della Toscana

www.itinerarintoscana.it

Speciali

Visita agli Uffizi di Piero Onfiani

Primavera del BotticelliMoltissime volte sono stato in galleria e molte volte ho fatto da guida ad amici o personalità che venivano in visita ufficiale, ho sempre spiegato a tutti che non ero una guida nè tantomeno uno storico d'arte e che quindi avrei fatto loro vedere la Galleria degli Uffizi vista con i miei occhi e con il mio sentimento, in altre parole la avrei loro mostrata come se la rivedessi io stesso.
Entrando in galleria la prima cosa che colpisce la mia attenzione sono le grottesche del I° corridoio, opere queste dai colori pastello, caldi e morbidi, sono affascinato dal verde pisello, dal giallo oro, ma soprattutto dal rosso sinopia tipico colore usato nella preparazione di questi affreschi che tanto mi ricordano lo stile pompeiano.
(Sala 2) Seguendo il classico percorso della galleria, si accede alla sala Giotto e la prima cosa che si nota è la grandezza della sala stessa con quelle ariose arcate a capriate che sorreggono il soffitto con tale slancio da sembrare la navata centrale di una chiesa.
Posta su una base in pietra serena al centro della sala, la Madonna in trono con Bambino di Giotto, domina le altre opere in maniera superba.
L'opera è una tavola di legno definita pala d'altare proprio per la forma a pala e normalmente veniva posta sopra un altare come un crocifisso.
Molta attenzione veniva prestata nella preparazione della tavola, costituita da più assi tenute unite con colla di pesce e rinforzate con incastri a coda di rondine.
Quando la tavola era pronta, l'artista incollava sulla facciata anteriore una tela e su questa cospargeva un leggero strato di gesso reso in un secondo tempo il più liscio possibile, quindi veniva disegnato il soggetto e dipinto con colori che normalmente l'artista stesso preparava, usando materiale minerale o vegetale, poi veniva applicata la parte in oro.
Finita la parte tecnica, che effettivamente è quella meno interessante si può iniziare ad osservare la parte artistica.
Per meglio comprendere questa tavola si può usare come pietra di paragone La Madonna in trono di Cimabue che si trova alla destra di Giotto.
Nella prima (Cimabue) gli angeli sono raffigurati uno sopra l'altro, nella seconda (Giotto) sono posizionati uno dietro l'altro: nella prima sia il seno che le gambe sono visibili dalle linee del disegno, nella seconda, avendo l'artista usato il chiaro-scuro, le forme prendono corposità, le gambe si modellano, il seno della Vergine lo si vede prorompente e florido, proprio di una madre che allatta il figlio. Il collo della prima risulta piatto, nella seconda si ha la sensazione di poterlo quasi accarezzare anche sulla nuca. Ma quello che più mi ha colpito nell'osservare queste due Madonne è che la prima mi dà la sensazione di osservare un'immagine Sacra piena di simboli (stile bizzantino), mentre nella seconda mi pare di vedere soprattutto una madre che si preoccupa di proteggere il proprio figlio, visto anche che lo tiene in grmbo reggendolo per una gambina, gesto questo che mi conferma l'idea che Giotto abbia voluto dirci che la cosa più importante da tramandare era quella di rappresentare la realtà umana propria del verismo moderno.
Ovviamente dovendo visitare la Galleria degli Uffizi, siamo costretti a fare una certa selezione, perchè a mio giudizio, sarebbe impensabile anche il solo scorrere tutte le opere che vi si trovano esposte.
Non credo che possa esistere mente umana capace di recepire un così gran numero d'opere d'arte in una sola visita.
(Sala 6) La seconda opera a cui mi piace soffermarmi è "L'adorazione dei Magi" di Gentile da Fabriano, opera questa di soggetto religioso, come d'altronde quasi tutte le opere di questo periodo visto che i committenti erano quasi tutte congregazioni religiose.
Interessante è il lato storico di questa pittura: infatti, se si osserva i vari costumi, gli oggetti, o gli animali si può comprendere che usi e costumi vi fossero durante un viaggio nel 1400.
Immaginiamo appunto cosa potesse necessitare a dei ricchi signori che intraprendessero un viaggio in quel periodo.
Giunti a destinazione il servo si doveva subito preoccupare delle comodità del signore: non a caso si può notare che il servolascia appena il tempo al signore di smontare da cavallo che subito gli slaccia gli sperono.
Se prestiamo attenzione possiamo osservare che vi sono alcuni animali: un falco, un cammello, due scimmie e due leopardi.
E' naturale che un attento osservatore si ponga una domanda: perchè questi animali ?
Corridoio VasarianoLe ipotesi possono essere molteplici: simbolismo, semplice decorazioni ecc. Ma a me piace pensare alla più naturale delle ipotesi, cioè: le semplici praticità. Il falco con le zampette dorate era sicuramente un falco cacciatore serviva al signore per l'approvvigionamento di carne fresca, il cammello veniva semplicemente usato per il trasporto dei bagagli, le scimmie servivano per allietare le serate al campo di sosta, i leopardi erano addestrati per la guardia personale del signore. Oltre a ciò in questo quadro si possono vedere altri fattori storiografici. Ben si conosce l'arte orafa Fiorentina e non di meno quella del ricamo: appunto osservando questo quadro si possono vedere gli speroni del signore, le corone o l'elsa della spada in rilievo, finemente lavorata a cesello o i mantelli dei Re Magi riccamente ricamati.
Ma la cosa che più mi colpisce è il bambino Gesù, le sue manine, i suoi piedini non sono certo in posizione di "Benedicere" ma quelle di un bambino che gioca con il vecchio nonno che gli ha appena fatto un regalo gradito.
Pensando bene a quanto appena detto mi sembre che da questo quadro scaturisca lo stesso messaggio trasmessoci da Giotto, cioè la cosa più importante di una pittura sia raffigurare la naturalità delle cose e delle persone.
(Sala 8) Non so quanto mi sono soffermato ad ammirare la bellezza di questo volto, ed ogni volta si rinnova in me lo stesso sentimento di meraviglia per tanta delicatezza, sono certo che il volto della Madonna di Filippo Lippi suscita in qualsiasi visitatore la stessa sensazione.
Questa Madonna, e in questo caso uso la parola madonna alla vecchia maniera fiorentina, è di una finezza eterea, il velo che le acconcia il capo è di una leggerezza più unica che rara, le perle che dolcemente le adornano la fronte di una perfezione tale da invidiare il più abile dei gioiellieri, l'abito da cortigiana fa sicuramente invidia al miglior sarto di ogni tempo.
Si dice che Filippo Lippi, un frate, si innamorò della sua modella a tal punto da chiedere la dispensa dei voti per poterla sposare. Ebbero un figlio, "Filippino Lippi" e proprio questi è il Gesù Bambino raffigurato nel quadro.
(Sala 9) Una particolare curiosità si può notare nel quadro di Piero del Pollaiolo "La Carità".
Come si sa nella scuola Fiorentina era molto importante il disegno preparatorio di un quadrotantoche l'artista usava ripetere il disegno del quadro stesso più volte, fino a che non fosse soddisfatto del suo operato.
Se noi osserviamo "La Carità" del Pollaiolo possiamo notare che il disegno del dipinto risulta fortemente marcato, in maniera quasi eccessiva, distaccato dalla parte pittorica a tal punto da richiamare la tecnica tipica della scuola Fiorentina, ed è proprio questa la curiosità che si prova a guardare il retro di quest'opera, un disegno preparatorio della "Carità" ma, a mio giudizio più che una prova di disegno risulta un opera a se stante.
(Sala 10) Questo è il primo quadro che incontriamo su tela ed è "La Nascita di Venere" del Botticelli ed è anche un quadro a soggetto profano. Il motivo che il quadro non sia il soggetto biblico è da ritenersi nel fatto che il committente fu la famiglia dei Medici, che volle la "Nascita di Venere" e "La Primavera" per abbellire la propria casa.
Normalmente i commenti erano chiese, conventi, ordini religiosi ecc.
La Sala n°10, sala meravigliosamente ampia ed accogliente con bellissime arcate a capriata in legno di cedro di una robustezza quasi titanica ma nel contempo di una struttura così armonica da renderle quasi evanescenti. In questo gioiello d'architettura vi si trovano alcuni capolavori di Sandro Botticelli.
La Nascita di Venere: la mitologia dice che Venere nacque adulta, sorgendo dalle acque del maree sopra una conchiglia fu sospinta verso terra da un leggero vento primaverile: al suo approdo tutta la natura si ridestò in uno sbocciare di fiori e di maturare di frutti.
Notevole la fantasia del Botticelli nel dipingere questo quadro. Un turbinio di fiori usciti dalla bocca di Clori (la ninfa dei fiori) avvolge Zaffiro soffiante che sospinge Venere su una fantastica imbarcazione la cui prua fende le onde, proprio come nella realtà. Il corpo piegato come una vela gonfiata dal vento, i capelli fluttuanti come un gran pavese, la nudità di Venere simbolo spirituale dell'amore puro.
Sulla riva Flora (Dea della primavera) in attesa di coprire il corpo di Venere di un manto floreale. La primavera, anche per questo quadro, Botticelli ha attinto dalla mitologia.
Narra la mitologia che oltre Atlantide esisteva un isola magica in cui era impossibile che vi potessero essere gelo, vento impetuoso e temporali e nella quale vivessero in perfetta armonia con la natura Ninfe, Dee e Dei. Sempre la mitologia narra che Zeffiro si invaghi di una ninfa Clori, la sedusse e quindi la sposò trasformandola in Dea. Questo quadro è da definirsi come un'elogio alla primavera.
I personaggi di questo quadro sono Zeffiro, Clori, Flora, Venere, le tre Grazie, Mercurio ed in alto Cupido.
Interessante è osservare il colore plumbeo di Zeffiro soffiante nell'atto di cingere Clori, le vesti di questa che sventolano verso sinistra, mentre Flora ornata con tre ghirlande di fiori cosparge dei petali sul terreno proprio come facevano le damigelle matrimoniali al passaggio degli sposi.
Se si osserva le vesti di Flora queste sono mosse dal vento verso destra, proprio a chiarire un tempo successivo al contatto di Clori e Zeffiro.
Notevole è l'eleganza delle tre Grazie nella danza, se si osserva con attenzione, si può notare che queste non calpestano l'erba su cui poggiano i piedi, ma sono tanto leggere che danno la sensazione di librarvisi sopra.
Giuliano dei Medici, qui raffigurato nelle vesti di Mercurio sta allontanando delle nuvole temporalesche da questa scena di perfetta armonia silvestre. Purtroppo molti visitatori, forse perche non hanno molto tempo a disposizione o forse per la stanchezza che si accumula a fare il turista, trascurano una parte importante di questo quadro, cioè la parte tloreale. Infatti, se si osserva attentamente, si può vedere che l'artista ha dipinto molti tipi di fiori di notevole bellezza, per esempio in basso a destra si può apprezzare la bellezza di un ciuffo d'iris di un blu così intenso che sembra fatto di broccato di velluto, non meno interessanti sono i garofani sulla veste di Flora, gli anemoni o le margherite ai piedi della Venere, i papaveri, le rose o le zagare, tutti eseguiti con stupenda maestria.
Anche la " Madonna del Melograno " è uno dei quadri che apprezzo, per il semplice motivo che il Bambino Gesù è di una bellezza di cui tutte le mamme dovrebbero essere gelose, guardandolo cresce in noi quasi la voglia di mangiarlo tanto è bello: il suo sguardo ti scruta con quegli occhioni grandi e profondi tipici dei bambini che ispirano tanta tenerezza.
Gli angeli sono di una bellezza eterea, forse mistica, certamente è molto arduo capire che modelli o modelle abbia usato l'artista, visto che è molto diftlcile detemlinarne il sesso e non so se questa sia stata una pura casualità nell'esecuzione dell'opera, ma a me piace pensare che il Botticelli abbia proprio voluto farli così, visto I'asessualità degli angeli.
( Sala 15 ) Quando entro nella sala n° 15 amo pensare che Giotto, Filippo Lippi , Botticelli furono grandi pittori, Michelangelo, Donatello furono grandi scultori ma, pensando a questo personaggio non so come definirlo. Dire che fu pittore, scultore, architetto è molto riduttivo, egli fu tutto, quindi quando parlo di lui dico semplicemente Leonardo, forse nel peggiore dei casi per qualcuno devo dire Leonardo Da Vinci.
In questa sala vÌ sono due opere di Leonardo " L 'adorazione dei Magi " e " L' annunciazione ". L'adorazione dei Magi non è esattamente un quadro ma più propriamente la bozza o il disegno preparatorio per una successiva pittura che poi I' artista non ha portato a termine.
Non si conosce il motivo perche quest'opera non sia stata terminata ma sicuramente possiamo ringraziare Leonardo di questo dono, perche da tale bozza possiamo comprendere ( in minima parte) la personalità di Leonardo. Infatti al centro dell'opera è posta la Madonna con il Bambino, tutto intorno dei personaggi che osservano l'evento, commentano o reagiscono in vari modi: un volto osserva curioso quanto accade, un altro guarda interessato a tal punto da porsi una mano sulla fronte, come a proteggersi da un eccesso di luce, altri discutono osservando, altri ancora guardano , altrove quasi distratti, sembra di assistere ad un evento così vero, 1 così naturale che sembra di vedere un qualcosa che potrebbe accadere nella realtà di ogni giorno e quando ciò accade i presenti incuriositi si avvicinano a guardare e a commentare l' accaduto stesso.
Ma la cosa che più mi affascina in quest'opera è la mancanza del colore, l'incompletezza stessa che dà la possibilità a chiunque osservi quest'opera di terminarla a suo più completo gradimento. L 'annunciazione è forse il più completo dei quadri per capire la vera personalità di Leonardo o per meglio dire chi egli fosse.
Architetto: guardando la casa alle spalle della Madonna si può ben capire che Leonardo fosse un architetto. Gli angoli, in pietra serena tipici delle case fiorentine del quattordicesino secolo, il punto di fuga della porta da la sensazione di potervi entrare, tanto è profonda la prospettiva. Botanico: i cipressi dello sfondo dietro l'angelo, già nel 1400 Leonardo sapeva che i cipressi potevano essere sia di genere maschile che femminile, gli alberi che si vedono accanto sembrano potati come quelli dei giardini, sono in effetti sono tipici del litorale tirrenico. La mazza di S. Giuseppe che l'angelo tiene in mano è di una perfezione quasi fotografica, segno questo non solo di osservazione ma anche di studio della flora, il ciuffo di trifoglio ladino è di una leggerezza delicata, di un celeste cosi tenue da scomparire tra i fili d'erba. Inconfondibili sono le foglie di malva, talmente nitide quelle del gelsomino che vi si possono notare le stesse venature.
Che Leonardo fosse un perfezionista, lo si apprezza in maniera inequivocabile dal libro sul leggio: infatti basta un minimo d' attenzione per poter vedere che sulle pagine del libro vi è effettivamente scritto qualcosa, naturalmente nel tipico stile leonardesco cioè da destra verso sinistra.
Le mattonelle di cotto rosato tipiche dello stile fiorentino ti danno la sensazione di poterle toccare. Storico: Il vestito della Madonna con il classico scollo tipico degli abiti rinascimentali fiorentini, gli sbuffi alle maniche di una semplicità e nello stesso tempo di una eleganza raffinata, il blu cupo, il rosso porpora, la fascia a tortiglione posta a cintura.
Tutto ciò fa di questo abito una descrizione storica da sembrare quasi un trattato sull ' abbigliamento femminile dell ' epoca. Non meno interessante è l' espressione della Vergine, interrotta nella lettura da un evento a dir poco fantastico: provate ad immaginarvi assorti in una lettura ad essere improvvisamente interrotti.
Il minimo della reazione sarebbe di sorpresa e di timore, quindi il vostro primo gesto sarebbe di proteggervi ed automaticamente di porre un segno alla vostra lettura.
Anche la Madonna qui compie gli stessi atti, cioè una mano si alza quasi a proteggersi e l'altra segna il punto sul libro in cui è stata interrotta. Alla luce di queste mie osservazioni mi sento di potere dire che Leonardo fosse anche psicologo.
Zoologo, guardando le ali dell'angelo si può comprendere quanto Leonardo fosse avanti nel volo umano, ovvero nelle programmazione delle macchine volanti, nel progetto dell ' elicottero o nella costruzione del paracadute ovviamente tenendo conto di materiali a disposizione in quell ' epoca. Che Leonardo avesse studiato I' anatomia del corpo umano 10 si sa ma, guardando la Vergine, si può vedere che le gambe di questa si dipartono dal corpo in maniera quasi anomala come se gli arti stessi fossero attaccati ai lati delle anche ( come nelle bambole) ma se si pensa che in questo dipinto la Vergine è in stato interessante si può dire che la figura è perfetta.
(Sala 18) Forse una delle sale più importanti è proprio la sala chiamata Tribuna. Già i primi componenti della famiglia Medici amarono collezionare opere d'arte, quindi era logico pensare che prima o poi avrebbero fatto costruire un qualcosa destinato ad essere considerato un museo. Questo avvenne proprio con la costruzione '! della tribuna, sala questa di forma ottagonale con al centro della I cupola le lettere T -M-S-O-L-G-A-P tramontana, maestrale scirocco, orientale, libeccio, grecale, australe, ponente, la rosa dei venti quindi, il simbolo dell ' aria.
Nella volta della cupola vi sono incastonate circa 12.000 conchiglie ! di madreperla e nella fascia sottostante affrescata in blu lapislazzuli ; e con pezzi di conchiglie ( simboli questi dell ' acqua. ) Le pareti tappezzate di seta rossa simbolo di fuoco. Aria, acqua e fuoco simboli della vita, il pavimento con vari colori ! rappresenta la terra e al centro della sala si trova un tavolo finemente lavorato con pietre preziose e pietre dure. Topazi, coralli, perle, amatiste, agate, marmo nero ,lapislazzuli e tante altre pietre fanno di questo tavolo ottagonale anch ' esso un vero capolavoro, basti vedere che ogni lato è la perfetta copia del suo opposto.
Al centro di questo tavolo una ghirlanda sempre a mosaico di conchiglie e di draghi veramente di una fattura meravigliosa fanno da cornice allo stemma Mediceo cioè quello con le cinque palle in pietra serena e la sesta posta in alto di colore blu con i fiordalisi. Lascia certamente stupefatti la scultura (originale greca) "Il satiro musicante". La perfezione anatomica ha de] fantastico: il p,iede destro contratto per sollevare lo strumento tenuto sotto il piede fa si che i tendini lungo tutta la gamba traccino un solco di contrazione muscolare che si diparte dalla parte interna del polpaccio e su lungo tutta la coscia, i muscoli pettorali evidenziano 10 sforzo del movimento per percuotere i piatti: le vene, ed i tendini delle mani sono talmente precisi da dare I' illusione di osservare un vero essere umano.
Si dice che Michelangelo ammirasse la perfezione di questa statua. Non so quanto questa dichiarazione sia vera ma, qualunque sia la verità, posso solo dire che io non ho mai visto una scultura meglio eseguita.
(Sala 20) Fantastici, meravigliosi. Sembra di ripetere le stesse cose ed in effetti ripeto gli stessi aggettivi ma, non potrebbe essere altrimenti. Quando in un museo si decide di vedere le opere più importanti e soprattutto se si tratta di vedere opere di Albrecht Durer la meraviglia e 10 stupore prevalgono su tutte le sensazioni.
Guardare il ritratto del padre ed accorgersi dei peli della barba solo quando ci si trova vicini, è una sorpresa che lascia attoniti. Nell'opera "L 'adorazione dei Magi", la bocca dell'asino che raglia ti da quasi l'impressione di udirne il verso, la farfalla dalle ali bianche con i puntini neri è sicuramente una cavolaia, il piccolo insetto sulla sinistra una lucciola, ma sicuramente guardando questo quadro non si può fare a meno di stupirsi della perfezione del cervo volante che si trova in basso a destra.
Sicuramente Albrecht Durer fu uno dei più grandi maestri nel campo dell'acqua forte e della miniatura, la sua precisione la si può apprezzare nell ' esecuzione dei due Santi Apostoli Filippo e Giacomo le cui barbe sono di una precisione che rasenta il parossismo. Ma che Albrecht Durer fosse un 'amante ed un osservatore della natura 10 si percepisce in tutta la sua pienezza nel quadro " Adamo". Nel cervo, qui raffigurato, si può notare che tutto il pelame segue le pieghe del corpo, le ciglia degl ' occhi sono curve come nella realtà, le screziature dell'iride danno l'idea di vedere un vetro di murano. Si è talmente attratti dal suo magnetismo che è molto difficile trattenersi dall'allungare una mano per accarezzarlo.
( Sala 25 ) Certamente uno dei più famosi artisti del rinascimento fu Michelangelo Buonarroti. In questa sala vi è forse l'unico quadro di Michelangelo, " La Sacra Famiglia " o più ancora il meglio conosciuto " Tondo Doni ". Questo quadro fu commissionato al Michelangelo dal Doni per il matrimonio della figlia e proprio da questo il nome " Tondo Doni " da questo quadro si capisce che il Michelangelo era soprattutto uno scultore. I colori così vivi, il disegno così nitido, i muscoli dei corpi così accentuati, fanno risultare questa tempera quasi una scultura, così plastica da apparire quasi tridimensionale.
Interessante è osservare il modo con cui I' artista unisce la parte profana con la parte sacra. Nel quadro possiamo vedere un muretto al di ta del quale si vede un fanciullo, chiaramente S. Giovanni Battista, che guarda l' altra parte, e di fatto le riunisce come le Sacre Scritture ci dicono con il Sacramento del Battesimo. Oltremodo interessante è il fatto che anche la cornice è stata fatta da Michelangelo. In alto a sinistra si può notare lo stemma dei Doni, cioè le tre mezze lune legate insieme ed inoltre una delle testine laterali è l"autoritrat1to dell'artista stesso.
( Sala 26 ) Raffaello Sanzio; questo in assoluto è l'artista che preferisco. Non saprei dire quale sia il motivo di questa mia preferenza; forse dipenderà dalla tonalità dei colori, forse dalla morbidezza delle linee o dalla dolcezza delle espressioni dei personaggi o forse da tutto l' insieme di questi elementi. Sta di fatto che quando mi trovo davanti ad un quadro di Raffaello perdo la cognizione del tempo estasiato da tanta bellezza. "La madonna del Cardellino": Guardando questo quadro mi viene da pensare a quanto detto circa il messaggio di Giotto sulla naturalezza dei personaggi. Qui la Madonna è proprio una madre che trascorre del tempo in un parco con i bambini per far si che possano svagarsi. Si può capire che il più grande trova un cardellino e quindi, dopo che lo ha mostrato alla madre, lo vuol far vedere anche al fratellino. La madre interrotta nella lettura sospinge con dolcezza il grandicello a mostrarlo anche al piccolo, il quale come per essere autorizzato a toccarlo si appoggia a lei toccandola con un piedino. Questa scena esprime tutta l'umanità e l'amore che una madre può dare ai propri figli.
Potrebbero essere molte altre le opere da vedere nella Galleria ma giunti a questo punto non oso andare oltre perchè le cose preziose vanno gustate lentamente. (Piero Onfiani) Biografia: Piero Onfiani è nato a Firenze il 09 Aprile 1940. Persona amante della cultura viene agevolato anche dal proprio lavoro, visto che il tempo maggiore della giornata è passato tra le mura degli Uffizi. Diverse sono le opere che Piero realizza, tra le quali, nel 1984, "Uno strano processo" (Narrativa), "Briciole" e "Briciole2" (Raccolta di poesie)

Quintana Cybea

La Quintana Cybea
Le occasioni di festa a Massa nel XVI sec. erano frequenti; numerose sono le testimonianze di alcuni aspetti della vita e del costume della città che sono state tramandate ......

La Sacra Cintola

la sacra Cintola Prato ha da molti secoli la fortuna di ospitare, in una splendida cappella completamente affrescata da Agnolo Gaddi e situata all'interno della Basilica Cattedrale di Santo Stefano, la Sacra Cintola della Madonna, riconosciuta come tale dalle autorità ecclesiastiche.
 

Lo scoppio del Carro - Tradizione a Firenze

Secondo la tradizione, riferita dall'antico cronista fiorentino Giovanni Villani (Cronica, libro I°, cap. IX), la vetusta cerimonia dello "scoppio del carro" ...

Il Carnevale

Carri frutto di passione e ingegno. Costumi artigianali e tanti colori. Musiche e coriandoli per le strade dei paesi.
Per il Carnevale "Ogni scherzo vale". In ogni paese o borgata il Carnevale da sfoggio alla fantasia dei creatori dei carri modellando la cartapesta e colorandola con colori pastello.

Lamole e l'esperienza di P.Socci

Lamole in Val di Greve, si trova sulla pendice settentrionale del Poggio delle Stinche, fra i due rami del fiume Greve. I vigneti che davano e danno il buon vin di Lamole, tanto lodato, sono piantati fra questo poggio sull'ingresso della contrada del Chianti.

Museo Manifattura Chini - Borgo S.Lorenzo

Museo della Manifattura Chini - Borgo San Lorenzo (FI)La stupenda villa Pecori Giraldi, struttura sorta nel XIII secolo, in località Rimonelli, è oggi inserita nel centro urbano di Borgo San Lorenzo ed ospita il Museo della Manifattura della famiglia Chini.

Un Parco avventura alla Doganaccia

Parco Avventura - DoganacciaIn ampliamento il Parco avventura alla Doganaccia....
Attualmente il parco avventura è composto da tre percorsi in sospensione e di 2 teleferiche una di circa 30mt e una di circa 200 mt (NUOVISSIMA), integrati nel bellissimo bosco di faggio, nei pressi del Rifugio del Viandante.....

Museo di Arte Sacra - Vicchio Mugello

Vicchio di Mugello - Museo Di Arte SacraIl Museo è nato dall'esigenza di proteggere in un unico luogo opere d'arte, arredi, paramenti sacri, ex voto, candelabri ed altri oggetti che si trovavano nelle chiese di campagna, abbandonate durante l'esodo verso la città degli anni '60.

Museo della Vite e del Vino - Rufina

Museo della Vite e del Vino - Rufina (FI)Il museo è ospitato dalle cantine della rinascimentale Villa di Poggioreale: la tradizione vuole che sia stata disegnata da Michelangelo e fatta costruire nel 500 dalla famiglia Mormorai.

Museo del Chianti

Museo del ChiantiUn museo che racconta le origini del territorio del Chianti, risultato di un secolo di ricerche archeologiche e dall'impegno profuso dalle amministrazioni comunali dell'area nell'elaborazione di progetti educativi e didattici sulla valorizzazione del patrimonio locale.

Dante in Toscana

Poppi- Busto di DanteNel terzo millennio c’è altro da dire a proposito del grande Toscano? Dopo i fiumi di parole dette e scritte, in tutto il mondo, sul sommo Poeta, proprio dalla sua terra, è opportuno spendere altre parole?

P.IVA 01776560979
Valid XHTML 1.0 TransitionalCSS Valido!